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LAVAGNA, in mostra i disegni di Laura Fortin

LAVAGNA, in mostra i disegni di Laura Fortin

 

 

" LAVAGNA"
in mostra i disegni di LAURA FORTIN
con testo di Roberto Deidier

Venerdì 20 maggio ore 19.00 (fino al 28 maggio)
Circolo Culturale Amantes
Via Principe Amedeo 38/a
(dal 13 maggio al 30 giugno ingresso libero senza tessera)

Il tratto dei bambini ha sempre qualcosa di espressionistico, in sé. Le figure non rinunciano al contorno, che è un carattere specifico del disegno: una linea scura, un veloce passaggio di matita nera per dare uno spazio preciso al colore, per contenerlo. Per bilanciarlo, forse. È un espressionismo inconsapevole, sorgivo. I colori del bambini sono sempre accesi, vogliono brillare della bellezza che il loro sguardo sa cogliere senza schermi, senza mediazioni. Anche i graffiti delle caverne hanno qualcosa di simile, l’alba della coscienza è un segno deciso che contiene una tinta felice. Almeno fin quando dura quella traccia, fin quando la storia, tragedia collettiva o dramma privato, non interviene a interrompere per sempre quella felicità, a farne materia di malinconia.

Laura Fortin disegna nei modi primari, apparentemente naturali di un bambino che osserva il mondo e non resiste alla spinta di reinventarlo. Un po’ come accade ai poeti. Ma il suo segno cade sulla materia proprio nel momento esatto in cui la storia fa capolino dietro l’apparente immobilità dell’infanzia. Invece di riporre i suoi colori nell’astuccio, e avviarsi ad altro, lei caparbiamente comincia, con l’insistenza rivoltosa di un bambino che ha capito di essere improvvisamente precipitato nel tempo, e non vuole arrendersi. È un’operazione che richiede un estremo coraggio, forse quel coraggio, e quella tempra, che solo chi non si ostina a voltarsi indietro - ma cerca insistentemente il proprio futuro – possiede ancora. Forte di questa ricchezza (di questa incoscienza? ma la mente dell’artista, come sosteneva Savinio, non è forse attraversata da un «joyeux carrousel»?), Laura afferra tra le mani il lascito di una modernità pittorica che non sappiamo lasciarci alle spalle e lo rielabora, lo sintetizza nei tratti semplici e assoluti delle sue figure. L’espressionismo passa al filtro di un realismo magico per cui nulla è ciò che appare. Angelus novus che ha ormai passato la boa del millennio, ne recepisce le spinte e apprende infine che lo sguardo è simultaneo, come già suggeriva Baudelaire, e dunque non ha una sola direzione; anche guardando indietro, a quella modernità che solo un’illusione può farci sembrare lontana, in realtà rivolge la sua attenzione alla vita che la circonda e le si para davanti. E la ricrea.

A volte i disegni dei bambini sono come dei rebus, e qualcosa di enigmatico (e di emblematico) trascorre anche in Laura Fortin. Una specchiera girata, una donna che si è tolta le scarpe: lei guarda da dietro, attraverso lo specchio, e dai suoi occhi fuoriescono figurine minute come file di formiche. Accanto al suo piede scalzo un altro segno ambiguo, che sembra appartenere alla scrittura matematica: dei punti e un più. Potremmo inventarci molte didascalie, ma nessuna, temo, basterebbe. Né ci accontenteremmo di sondare le voragini dell’inconscio. Il coinvolgimento qui non è dato solo dalla curiosità o dalla motivazione a risolvere l’enigma, quanto dalla sua evidenza; non dalla sfida, ma dalla complessità. Avvertiamo subito che qualcosa è accaduto, che la storia è passata e ha impresso le sue tracce. E questo dolore, che pretende di aver preso il posto della felicità originaria, traspare nella rinuncia al colore. Ma più il segno si fa essenziale, più la sua evidenza ci colpisce e ci turba. Altrove, in un cielo plumbeo, un uccello indefinito trasporta in volo, legati a dei fili, piccoli animali che sembrano topi. Vengono alla memoria Le città invisibili di Calvino, la città dei topi e delle rondini, del basso e dell’alto. Ma qui l’uccello porta via i topi? O li sta innalzando al suo livello? Comunque sia, ecco aprirsi, neppure troppo latente, un piccolo ma importante spazio utopico, un’impronta, che mi piace pensare irreversibile, della bambina caparbia.

Roberto Deidier

Dati Aggiornati al: 10-05-2016 10:07:06

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Categoria: Mostre e Cultura

Quando: Venerdì 20-05-2016 alle 19:00
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Circolo Culturale Amantes

Prezzo: --

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