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Abitare e/o governare la città al tempo dei beni comuni

Abitare e/o governare la città al tempo dei beni comuni

 

 

Piattaforma Arte Spettacolo Conoscenza
presenta

" Abitare e/o governare la città al tempo dei beni comuni"
martedì 24 maggio, ore 18 - Cavallerizza Liberata (via Verdi 9, Torino)

Le comunità e gli individui che costituiscono una città sono chiamati a esprimere chi in loro nome definisce le regole e le forme con cui la città stessa viene abitata. Sempre piu' spesso, però, con l'aggravarsi della crisi e il ridursi delle risorse economiche, le regole sono diventate gli strumenti per governare le comunità e gli individui medesimi, imponendo modalità e obiettivi funzionali a interessi i quali non corrispondono ai bisogni delle persone.

Anche a Torino sono sotto gli occhi di tutti i risultati ottenuti: ad esempio, dopo oltre un decennio di trasformazioni urbane che hanno occultato l'emigrazione delle industrie e del lavoro per sostituirli con centri commerciali e aree residenziali senza servizi, siamo arrivati ad avere uno dei più alti tassi di disoccupazione giovanile e di povertà del Nord Italia, accompagnato in un anno da circa 5000 sfratti esecutivi (la maggior parte dovuto alla perdita del lavoro da parte degli inquilini) a fronte di quasi 50.000 alloggi sfitti, con oltre 16.000 richieste di abitazioni popolari non accolte contro meno di 4000 soddisfatte. Nonostante la chiusura già avvenuta negli anni di moltissimi piccoli esercizi commerciali sparsi sul territorio a causa degli ipermercati fioriti ovunque, ancora adesso l'Amministrazione comunale punta, per il rilancio delle zone periferiche, su progetti invasivi di grandi dimensioni, come quello di Scalo Vanchiglia ancora basato sul modello centro commerciale e residenze.

Oppure ipotizza grandi progetti di ristrutturazione come quello della Cavallerizza Reale, che mira a creare nel pieno centro città un complesso a forte vocazione residenziale basato su fondi privati, con finalità turistiche e commerciali mascherate da attività di carattere culturale, attività improntate al modello della cultura come merce da consumare e non come produttrice di consapevolezza e relazioni.

Sono, questi, esempi di modalità per governare dall’alto la città e i cittadini che ne sono parte, togliendo dalla loro disponibilità le parti importanti della città stessa invece di favorire processi attraverso i quali comunità e individui possano decidere e agire per abitare al meglio il bene comune città, costituito di relazioni materiali e immateriali, a cui tutti assieme danno vita.

Possono fare qualcosa le comunità di cittadini o i singoli per non essere semplicemente governati da una Amministrazione pubblica e rivendicare invece l'essere abitanti di un grande bene comune? Certo, possono scegliere con maggiore cura coloro che delegano alla gestione delle regole. Ma anche essere abitanti attivi della città stessa, facendosene carico nella sorveglianza, nella rivendicazione, nella riappropriazione e nella cura.

Nel corso di “Libero accesso alle culture. Appunti per un modello di gestione partecipata dei beni comuni” avevamo individuato alcune modalità in cui potere farlo: usando gli strumenti delle regole date, che possono avere anche valenza positiva e propositiva (come nel caso delle proposte di delibera o di referendum di iniziativa popolare). Oppure costituendo comunità resistenti che con i metodi dell'autogoverno salvino le parti del bene comune dal degrado e dall'abbandono per restituirle alle persone che ne necessitano e alla comunità tutta, operando nel contempo la denuncia delle cattive gestioni. Oppure ancora tramite nuove pratiche improntate alla gestione diretta da parte dei cittadini, che in quanto tali complessivamente sono titolari di diritti collettivi e non tramite soggetti giuridicamente riconosciuti.

Ma è sufficiente, per fare fronte agli effetti sempre più pesanti della crisi e di fronte all’interagire in modi sempre più incisivi e organizzati di forze e interessi estranei ai bisogni delle persone, mettere in atto singole pratiche virtuose di gestione di beni comuni materiali e immateriali? Può essere utile organizzare occasioni e processi di rete a livello cittadino tra tutte le realtà e le persone che queste pratiche le operano e che vogliono operarle, per condividere metodi, obiettivi e visioni ma anche per ottenere visibilità e voce nei confronti di istituzioni e politica? (sulla scorta ,per esempio, di nuove esperienze dal basso come quelle di Decide Roma http://www.decideroma.com/ o di Napoli Massa Critica http://www.massacriticanapoli.org/ )

A pochi giorni dalla manifestazione “28 maggio Basta Ricatti”, promossa a Torino dalle realtà e dalle organizzazioni sociali di base attive sui temi della difesa di persone e beni comuni dall’azione distruttrice della crisi e di chi la governa, a meno di due settimane dalle elezioni amministrative nelle quali il tema dei beni comuni (e del bene comune) viene usato disinvoltamente e impropriamente, ne vogliamo parlare con cittadini singoli oppure organizzati e con le realtà che in città, utilizzando un approccio dal basso, mutualistico, non proprietario, si stanno prendendo cura di luoghi, persone, diritti, cultura e altri beni comuni .

Appuntamento mercoledì 24 maggio alle ore 18, alla Cavallerizza Liberata (via Verdi 9, Torino)

Dati Aggiornati al: 23-05-2016 09:45:25

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Categoria: Altro...

Quando: Martedì 24-05-2016 alle 18:00
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Cavallerizza Reale

Indirizzo: via Giuseppe Verdi 9 Torino

Prezzo: --

Link: Sito Web dell'evento