Difficile non è sapere una cosa, ma sapere far uso di ciò che si sa. Han Fei

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La biblioteca autogestita del TerzoPiano è in pericolo! - Assemblea Straodinaria

La biblioteca autogestita del TerzoPiano è in pericolo! - Assemblea Straodinaria

 

 

ASSEMBLEA STRAORDINARIA ore 17.30. TerzoPiano BibliotecaAutogestita è in pericolo!
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L'ex biblioteca Cognetti De Martiis, al terzo piano di Palazzo Nuovo ha per lungo tempo fatto parte dei numerosi spazi in dismissione della sede storica dell'Università torinese. Una migrazione goffa e mal concepita quella da Palazzo Nuovo al campus Einaudi, completamente proiettata verso una nuova struttura che oltre a presentare forti limiti progettuali ospita soltanto due dipartimenti. Palazzo Nuovo per contro versa in uno stato di abbandono con un'erogazione di servizi completamente inadeguata alla qualità della vita che dovrebbe essere garantita a tutti quegli studenti e studentesse che in via Sant'Ottavio ancora quotidianamente fanno lezione, danno esami, incontrano professori e compagni, mangiano, studiano.
Per queste ragioni da un paio di mesi occupiamo e autogestiamo i locali abbandonati dell'ex biblioteca Cognetti De Martiis che da allora è un luogo di studio, incontro e proposta culturale aperto tutti i giorni a studenti e studentesse. Le nostre esigenze reali qui trovano spazio, dalla necessità di un orario d'apertura più lungo di quello ad oggi in vigore in tutte le altre biblioteche e aule studio universitarie, al bisogno di un luogo in cui mangiare o incontrarsi con gruppi di studio. Infatti la biblioteca del terzo piano proprio perché autogestita, in questi mesi è sempre rimasta aperta fino alle 8 di sera, laddove l'orario d'erogazione del servizio biblioteche dell'ateneo diminuisce invece di anno in anno a causa delle politiche di tagli vigenti. Le stesse politiche che meno di un mese fa hanno condotto 15 biblioteche a un passo dalla chiusura a seguito del licenziamento di 33 bibliocooperativisti, una categoria di lavoratori esternalizzati sottoposti a un doppio regime di ricattabilità da parte di ateneo e cooperativa che ridefiniscono i termini degli appalti sulla testa dei lavoratori.
La biblioteca autogestita del Terzo Piano ha sostenuto da subito lo sciopero a oltranza dei bibliocooperativisti, una lotta in continuità con le nostre pratiche di riappropriazione dal basso di servizi in dismissione. Pratiche che non si esauriscono col restituire agli studenti un luogo dove studiare. Fin da subito il Terzo Piano ha rappresentato infatti molto più di una biblioteca: un luogo di dibattito culturale e politico attraversato da esperienze molteplici e che ha ospitato proiezioni cinematografiche, reading, baratti di libri, dispense e film oltre alle riunioni periodiche di un circolo letterario autorganizzato da una cinquantina di studenti.
Un intreccio di esperienze e proposte che, oltre a non aver mai trovato spazio d'espressione in un'università-esamificio tutt'altro che a misura di noi studenti, viene oggi trattato alla stregua di un intralcio dall'ateneo, il quale ha riassegnato la sede che occupiamo incurante della ricchezza qui sedimentata dai percorsi di studenti e studentesse.
Infatti, nonostante nessuna voce ufficiale abbia sentito l'esigenza di confrontarsi in merito con noi studenti, sembrerebbe che, nel quadro di una riassegnazione di sedi e strutture ai nascenti dipartimenti, il terzo piano sia destinato a costituire il contentino concesso ad un Dipartimento di Lingue che da tempo rappresenta un caso esemplare della mala distribuzione delle risorse dell'ateneo. Infatti, pur registrando uno dei tassi di immatricolazioni maggiori dell'ateneo questo dipartimento (ex facoltà) non ha mai disposto di una sede propria e annovera da sempre un numero di aule e docenti talmente esiguo a fronte delle sue esigenze didattiche da indurre quest'anno centinaia di iscritti a mobilitarsi contro la mancanza di posti a sedere nelle aule e il sovraffollamento dei corsi. In spregio di questa situazione l'ateneo minaccia di non rinnovare per il prossimo anno l'affitto della sede di via Giolitti dove tantissimi corsi di lingue hanno sede offrendo in cambio la biblioteca da noi occupata. Una mediazione al ribasso ancora una volta concordata sulle teste di noi studenti e a condizioni tutt'altro che accettabili se è vero che in questa sede non troverà spazio una biblioteca dipartimentale ma degli uffici.
Una differenza sostanziale che bene esprime le priorità dell'ateneo e dei dipartimenti, nient'affatto preoccupati dalla cronica mancanza di luoghi di studio e di biblioteche sufficientemente capienti dentro il polo di Palazzo Nuovo e più interessati alla riproduzione di interessi ed equilibri interni al corpo accademico che ad esigenze didattiche e formative. Per questa ragione non intendiamo cedere di fronte alle pressioni esercitate senza garanzie certe sulla destinazione d'uso degli spazi che attualmente occupiamo. Chiediamo a studenti, docenti e lavoratori di sostenerci in questa protesta affinché la vivacità di un'esperienza come quella della biblioteca autogestita del Terzo Piano non debba lasciare il passo alla desolazione di un'università aggredita da tagli, interessi particolari e politiche di dismissione.

Dati Aggiornati al: 10-06-2013 08:20:41

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Categoria: Altro...

Quando: Lunedì 10-06-2013 alle 17:30
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Palazzo Nuovo

Indirizzo: Via Sant'Ottavio, 20 Torino

Prezzo: --

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