La grandezza dell'uomo si misura in base a quel che cerca (Martin Heidegger)

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MANIFESTAZIONE PROMOZIONE DIRITTI DI CITTADINANZA IMMIGRATI E RIFUGIATI

MANIFESTAZIONE PROMOZIONE DIRITTI DI CITTADINANZA IMMIGRATI E RIFUGIATI

 

 

CGIL CISL UL PIEMONTE TI INVITANO A PARTECIPARE ALLA
!
MANIFESTAZIONE REGIONALE
CHE SI TERRA' A TORINO
SABATO 14 DICEMBRE 2013
ore 9.30 CONCENTRAMENTO IN PIAZZA CASTELLO
CORTEO CON ARRIVO IN PIAZZA VITTORIO VENETO


per i diritti di cittadinanza dei lavoratori migranti e delle loro famiglie
Per una Legge organica sul diritto d'asilo !
La tragedia di Lampedusa si aggiunge a decine di altre che si sono consumate negli ultimi anni e che sono
costate la vita ad oltre ventimila persone: esseri umani che hanno lasciato il loro Paese fuggendo da
guerre e persecuzioni o alla ricerca di una vita migliore. !
Affinché il Mediterraneo non sia più un " mare di morte" ma torni ad essere un luogo di scambi e
comunicazione tra le culture ed i popoli occorre modificare profondamente le politiche di accoglienza
dell'UE e del nostro paese:
1. Realizzare un piano per la costruzione di un efficace sistema di accoglienza, anche attraverso
l'impegno dell'Unione europea, che non può esimersi dalla responsabilità di sostenere una delle più
importanti frontiere europee nel Mediterraneo;
2. Istituire corridoi umanitari per i profughi che fuggono dalle guerre, rendendo esigibili in condizioni di
sicurezza, l'accesso all'asilo ed alle misure di protezione internazionale;
3. Riformare la legislazione sull'immigrazione e dotare l'Italia di una legge organica in materia di asilo;
4. Contrastare la tratta degli esseri umani, anche attraverso forme efficaci di collaborazione con i Paesi di
origine e di transito di migranti e profughi e colpendo duramente i trafficanti.
5. Elaborare un piano nazionale per il reale inserimento socio lavorativo dei titolari del diritto di asilo
abbandonando la logica della gestione delle emergenze !
Le persone di origine straniera che vivono in Italia sono oggi circa 5 milioni (stima Dossier Caritas
Italiana Fondazione Migrantes al 1° gennaio 2010), pari all'8 % della popolazione totale. Di questi un
quinto circa sono bambini e bambine, ragazzi e ragazze. Nati in gran parte in questo Paese, solo al
compimento della maggiore età si vedono riconosciuto il diritto a chiederne la cittadinanza. Il luogo di
provenienza dei loro genitori è lontano, spesso non ci sono mai stati. A loro, alle loro famiglie, vengono
per lo più frapposte soltanto barriere. Limitazioni insormontabili e ingiustificate, che danno luogo a
disuguaglianze e ingiustizie . Molti ancora sono presenti irregolarmente e costretti al lavoro nero. Gli
immigrati irregolari - ma anche quelli in regola - sempre sotto la minaccia di espulsione o ancor peggio
di internamento nei CIE (luoghi di " detenzione" al di fuori di ogni logica del diritto internazionale!) e di
licenziamento, sono disposti a condizioni di lavoro inaccettabili per gli italiani. Ciò li rende più appetibili
per i datori di lavoro, ma determina un ulteriore arretramento dei diritti dell'insieme dei lavoratori. !
Diritti disuguali = Meno diritti per tutti.
Non esiste nel nostro paese alcuna effettiva possibilità di acquisire automaticamente la cittadinanza da
parte di bambini nati in Italia da genitori stranieri o da parte di giovani o giovanissimi giunti in Italia in
tenera età.
L'acquisizione della cittadinanza italiana avviene per trasmissione dai genitori (ius sanguinis) e nessun
riconoscimento è invece presente, diversamente da altre legislazioni nazionali europee o di paesi che
vantano una significativa tradizione sul tema (come nel caso degli U.S.A. o del Canada), alla facoltà di
acquisizione basata sulla nascita o l'integrazione scolastica e sociale, possibilità queste incentrate invece
rispettivamente sullo ius soli e sullo ius domicili.
I minori nati in Italia da genitori stranieri sono oltre mezzo milione: quasi il 60% dei circa 900mila minori
stranieri residenti nel Paese e il 7% dell'intera popolazione scolastica.
A fronte di un numero così elevato di bambini figli di immigrati, non disponiamo purtroppo di una legge
in grado di riconoscergli automaticamente la possibilità di divenire cittadini italiani, seppure la loro storia
personale e sociale in nulla differisce da quella dei coetanei: si tratta di un'occasione perduta perché mette
a dura prova il desiderio di essere italiani, contrastandolo proprio nell'età della crescita e della formazione
dei valori della persona.
L'articolo 3 della nostra Costituzione stabilisce il principio dell'uguaglianza tra le persone, impegnando
lo Stato a rimuovere gli ostacoli che ne impediscano il pieno raggiungimento. Ma nei confronti di milioni
di stranieri questo principio è disatteso.
Noi, uomini e donne che considerano l'uguaglianza valore fondante di ogni democrazia e la decisione di
persone di origine straniera di diventare cittadini/e italiani/e una scelta da apprezzare e valorizzare, siamo
convinti che la battaglia per il riconoscimento dei diritti di ogni individuo sia decisiva per il futuro del
nostro Paese.
Seppur in un momento di grave crisi economica e sociale non si deve rinunciare ad un processo di vera
integrazione dei cittadini stranieri nel nostro paese: già oggi i 5 milioni di cittadini stranieri sono
produttori di reddito, pagano le tasse , sono titolari di imprese. Aprire un percorso che porti in breve
tempo alla loro piena integrazione civile, politica ed economica, non può che aumentare anche i benefici
economici derivanti da una loro piena cittadinanza in questo paese. Sul fronte dei diritti, del lavoro , della
scuola e dei servizi, mantenere una situazione di " diritti variabili" a seconda della cittadinanza, non può
che far peggiorare la condizione di tutti, italiani e non: sacche di lavoro nero rappresentano una sleale
concorrenza per le imprese oneste, un danno per lo stato e rischio per tutti i lavoratori rispetto a tutele e
diritti.
Un cittadino, un lavoratore , un imprenditore ben integrato ha tutto l'interesse ad agire e lavorare per il
proprio bene e quello del paese in cui vive. !
Per questo ci impegniamo a:
• Promuovere in ogni ambito l'uguaglianza tra persone di origine straniera e italiana.
• Agire a tutti i livelli affinché gli ostacoli che impediscono la piena uguaglianza tra italiani e stranieri
vengano rimossi, determinando le condizioni per la sua concreta realizzazione.
• Promuovere la partecipazione e il protagonismo dei migranti in tutti gli ambiti sociali, lavorativi e
culturali. Siamo infatti convinti che esercizio della cittadinanza significhi innanzitutto possibilità di
partecipare alla vita e alle scelte della comunità di cui si fa parte : il diritto di elettorato attivo e passivo
nelle elezioni amministrative ai cittadini stranieri che abbiano maturato cinque anni di regolare
soggiorno in Italia.
• Sollecitare una riforma della normativa sulla cittadinanza, aggiornando i concetti di nazione e
nazionalità sulla base del senso di appartenenza ad una comunità determinato da percorsi condivisi di
studio, di lavoro e di vita.
• Chiedere una legge organica sul diritto d'asilo che garantisca ai profughi l'accesso all'asilo ed alle
misure di protezione internazionale e una adeguata accoglienza secondo gli standard previsti
dall'Unione europea;
• Chiedere l'abolizione del reato di clandestinità
• Sollecitare un urgente intervento del governo sulla durata dei permessi di soggiorno, soprattutto a
favore dei cittadini stranieri che hanno perso il lavoro; !
IN PIEMONTE
I dati relativi alla presenza delle cittadine e dei cittadini stranieri evidenziano che il fenomeno
dell'immigrazione straniera è un fenomeno articolato, territorialmente diffuso e in crescita costante. In
Piemonte soggiornano oltre 422 mila immigrati. Considerando che la popolazione piemontese conta circa
4.538.0000 unità, gli stranieri rappresentano quasi il 10% della popolazione.
Si è inoltre di fronte ad un fenomeno che presenta caratteri di stabilità, di inserimento definitivo e
familiare, come da qualche anno a questa parte indicano gli incrementi delle pratiche di
ricongiungimento familiare e di inserimenti scolastici.
Occorre porre all'attenzione delle politiche il tema della crescente presenza di migranti nel territorio
piemontese, nella logica di un approccio complessivo ed unitario, che non intende semplicemente
" aggiungere" uno specifico per " gli immigrati" in ciascun ambito settoriale, bensì richiamare l'insieme
delle politiche ad una riflessione costante sui bisogni emergenti e sulle possibili risposte.
La normativa nazionale in materia di immigrazione straniera nel corso degli ultimi anni si è
profondamente modificata. Dapprima con l'introduzione della legge 39/90 contenente i primi elementi di
disciplina del fenomeno , poi con la legge 40/98 che introduce un disegno complessivo di politiche
integrate volte ad assicurare percorsi di accoglienza e di integrazione sociale istituendo un apposito fondo
nazionale per le politiche migratorie , poi confluito nel fondo nazionale politiche sociali, e assegnando un
ruolo significativo alle Regioni ed agli Enti Locali.
La L 189/2002 e le recenti norme relative al pacchetto sicurezza hanno introdotto alcune modifiche
relative alla disciplina dell'ingresso, della permanenza, delle espulsioni e dei ricongiungimenti familiari
Gli scenari di modifica del fenomeno brevemente riepilogati nei paragrafi precedenti, e le novità della
normativa nazionale e europea contribuiscono a rendere necessario il superamento della vigente
normativa regionale (L.R. 64/89). !
Tra i punti che dovrebbero caratterizzare le politiche regionali, si sottolinea in particolare :
• La previsione di un piano di attività sull'immigrazione, per rafforzare l'integrazione delle politiche
regionali, anche in raccordo i Piani di zona;
• La promozione dell'integrazione sociale attraverso la partecipazione dei cittadini stranieri alla vita
pubblica ,con strumenti di rappresentanza nell'ambito delle istituzioni locali;
• L'operatività della Consulta regionale per l'immigrazione : dare operatività all'organismo, già
previsto dalla legge regionale 64/89 e partecipato da istituzioni, parti sociali, associazionismo,
volontariato e rappresentanza degli immigrati, che diventi anche luogo di confronto per la definizione
delle politiche regionali per l'accoglienza, a cui affidare il compito di predisporre le linee guida
attuative di tali politiche;
• Favorire la formazione, la riqualificazione professionale e l'inserimento lavorativo degli stranieri;
• Favorire l'inserimento scolastico e dare sostegno al ruolo di integrazione culturale svolto dalla scuola
attraverso l'individuazione di risorse economiche finalizzate sia alla specifica formazione del
personale educativo docente, sia alla utilizzazione dei mediatori culturali;
• La promozione di politiche mirate ed iniziative di sostegno rivolte ai richiedenti asilo ed ai rifugiati
• La promozione di una adeguata educazione sanitaria (le criticità emerse a livello regionale ,
evidenziano in primo luogo un deficit di informazione relativo ai diritti sanitari e all'utilizzo dei
servizi);
• La promozione di misure contro le discriminazioni : si richiede che la Regione, sulla base di quanto
previsto dall'art. 44 , comma 12 del D.L. n. 286/98 e in osservanza delle direttive dell'Unione Europea,
in collaborazione con le amministrazioni locali, le associazioni di volontariato e le parti sociali,
predisponga centri di osservazione, di informazione e di assistenza legale per gli stranieri vittime delle
discriminazioni per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi; !
La società civile non può rimanere indifferente e deve mobilitarsi e reagire. La partecipazione è la strada
per combattere ogni forma di discriminazione. !
Proponiamo a tutti coloro che si riconoscono in questi obiettivi di partecipare alla !
Manifestazione che si terrà a Torino Sabato 14 Dicembre 2013
ore 9.30 concentramento in P.zza Castello, corteo con arrivo in P.zza Vittorio Veneto

CGIL CISL UIL PIEMONTE

Dati Aggiornati al: 09-12-2013 00:12:57

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Categoria: Altro...

Quando: Sabato 14-12-2013 alle 09:30
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Piazza Castello

Indirizzo: Piazza Castello Torino

Prezzo: Gratis

Link: Sito Web dell'evento