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Presentazione libro <Sulla vita interiore. Saggio filosofico-teologico> di Antonello Franco. Guida Editore, 2013.

Presentazione libro <Sulla vita interiore. Saggio filosofico-teologico> di Antonello Franco. Guida Editore, 2013.

 

 

Lunedì 24 febbraio ore 18 al Circolo dei Lettori, sala grande, Via Bogino, 9, Torino, presentazione del libro <Sulla vita interiore. Saggio filosofico-teologico> di Antonello Franco, ed. Guida, Napoli, 2013.

L'incontro è dedicato alla madre dell'autore, Gigliola Franco, autrice di <Non sono poesie>, mancata nel febbraio 2013, malata da lungo tempo di Parkinson, e al padre Pierluciano, ingegnere, anch'egli mancato.

<Sulla vita interiore> è stato scritto dall'autore durante la vicinanza alla madre, a cui è dedicato il libro, negli ultimi due anni della malattia. Il primo capitolo è dedicato altresì " A tutti i malati e i sofferenti del mondo" .

Intervengono: Corrado Franco, regista e editore, e Don Gian Paolo Pauletto, cappellano dell'Ospedale Martini di Torino.

<Sulla vita interiore> è un saggio filosofico-teologico in cui si parla di un'<ousia> santa, di una sostanza santa invulnerabile ed eterna che portiamo in noi stessi, che siamo noi stessi, primizia del nostro essere, che palpita nella nostra interiorità, che si fa percepire nel nostro essere sofferenti, malati o morenti e ci avvicina all'amore di Gesù Cristo.

In collaborazione con Torino Spiritualità.

ANTONELLO FRANCO. NOTA BIOGRAFICA

Antonello Franco insegna in un Istituto d'istruzione superiore torinese.

Dopo la laurea in Filosofia della Politica a Roma, incontra Luigi Pareyson che lo invita all'Istituto di Filosofia dell'Università di Torino (da lui frequentato liberamente per circa un anno). In seguito, conosce Hans-Georg Gadamer dell'Università di Heidelberg e partecipa ai suoi seminari presso l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli. Gadamer, rimane da allora in poi suo maestro lontano.

Essendo " nato filosofo" , ha svolto un'intensa, appassionata e appunto libera ricerca, dedicandosi a problemi ontologici, ermeneutici, estetici e alla filosofia antica, svolgendo intuizioni originali, anche se con un linguaggio non facilmente accessibile data la sua particolare elaborazione. La sua ricerca approda oggi alla dimensione teologica e alla profondità senza confini della nostra vita interiore, rinnovata nella scrittura.

Ha pubblicato <Il piano inclinato> (Giappichelli, Torino, 1982), e per la casa editrice Guida <Immagine, senso, ermeneutica> (2000), <Essere e senso. Filosofia, religione, ermeneutica> (2005), <Moné e ousia. Dimora e sostanza> (2007), <Il cielo stellato di giorno. Sul pensiero> (2008), <Vita estetica> (2010), <Sulla vita interiore. Saggio filosofico-teologico> (2013).

NOTE DELL'AUTORE

<Sulla vita interiore. Saggio filosofico-teologico>
di Antonello Franco
ed. Guida, Napoli, 2013

" Dedicato a perenne ricordo e gratitudine delle conversazioni con mia Madre amatissima, la scrittrice Gigliola Carusi in Franco."

Uscito a settembre, il libro cerca di esprimere alcuni pensieri sulla nostra vita interiore e sulla nostra essenza religiosa, con riflessioni che ivi coinvolgono anche la sfera del senso.

In esso provo a dire di un'<ousia> (sostanza) santa il cui soggetto diviene storico, da quando è nel mondo e nel tempo. Parlo di una nostra essenza santa, la quale credo che si possa presumere che esista e che riveli di sé nel nostro essere sofferenti, malati gravi, morenti, e nel nostro incontro d'amore con esseri malati sofferenti e morenti; che essi infatti lì sono più vicini a Dio, perché Dio è presso la santa sostanza da Lui concepita.

Si parla altresì del nostro compito di lasciarla dimorare nella nostra interiorità, come vita santa in noi, invulnerabile ed eterna.

Tutto ciò è raccolto in una sintesi filosofica, che è il cammino più arduo a cui sono dedicati i capp. III-V, con un insieme di riferimenti a una teoria secondo cui la nascita del senso nella nostra vita interiore è segnata ontologicamente dal sacrificio, ed emerge in una continuità di vita e di morte, che ha come suo tratto il sacrificio; e ciò è prova di un essere sacrificale che ci contraddistingue per essenza dalla nascita. E l'ousia santa, la sostanza santa, vive invulnerabile ed eterna in questa vita interiore, la cui santità si lascia intuire nella nostra condizione di sofferente o di morente, quando rivive in ciò l'amore di Cristo. La novità del libro è appunto la fondazione della vita interiore su un essere sacrificale, su cui poggia la santità dell'uomo e in cui Gesù Cristo poggia la Sua Croce.

Questo libro appartiene a uno stesso cammino filosofico la cui tappa preliminare è stata, per l'aspetto rivelativo e ontologico, <Moné e ousia. Dimora e sostanza> del 2007, capitoli IV-VII.

E' anche e soprattutto vero che Gesù ha vissuto su di Sé la morte e la vita, ma non per dare un nuovo senso mondano al mondo, quanto piuttosto per dare nuovo rivoluzionario senso all'essere nel mondo, che non è più davvero un appartenere al mondo, cioè non è più un essere " del" mondo, ma un essere " dal" mondo, che si congeda dal mondo, quindi un non essere " del" mondo mentre si è " nel" mondo.

Con famose sante parole Egli affida al Padre i suoi discepoli nel discorso d'addio riportato da Giovanni e così Egli Glieli caratterizza: essi sono ancora <nel> mondo, ma non sono <del> mondo, infatti essi hanno vissuto la loro morte al mondo e sono rinati alla vita nuova - questo è ripetuto nel mio libro diverse volte.

Certo Gesù ci chiede di esserGli molto vicino, ebbene - e questo è un altro punto del mio libro - nella prossimità al sofferente, al malato grave, al morente, il cristiano riscopre quella prossimità al <lumen>; poiché Iddio è lì, presso chi non s'occupa più del mondo con i suoi <idola> ch'Egli non ama, è presso chi lo sta per lasciare, sta smettendo le vestigia terrene.

Al sofferente si annuncia e parla di sé allora forse proprio quell'<ousia theia>, quella sostanza divina che è santa, che ànima, costituisce e custodisce l'uomo fin dal concepimento, che è santa poiché Dio l'ha voluta, e Dio è sempre lì presso, e ora, nell'addio al mondo di un uomo, essa si lascia intuire e si rivela ai suoi occhi interiori.

Così l'ousia santa di ciascuno di noi rivela l'amore di Dio, poiché Iddio è scoperto vicino alla Sua originale sostanza santa creata, invulnerabile, eterna, è vicino a lei, e questa Sua vicinanza è segno del Suo amore, questo è il Suo Amore. E ciò si trasmette e rivela anche nell'amore cristiano degli uomini, nella loro caritas, poiché solo nella carità - nell'amore - l'uomo la scorge; e scorge in essa il puro prodotto di Dio stesso. Per questo Gesù ci chiede: " ama il prossimo tuo come te stesso" .

Il corpo può declinare o morire, ma quell'ousia santa mai, poiché essa è generata da Dio e Dio sta compiaciuto presso di essa, sempre e comunque, e aspetta sempre che noi ci accorgiamo di ciò e dimoriamo coscientemente presso di Lui, che costituiamo per questo con Lui una <moné> santa, una dimora santa, con la nostra santa ousia.

La sostanza corporale dell'ousia santa, vive soffre e muore nella vita, ma l'ousia santa, l'ousia nella sua santità, è rispetto a ciò invulnerabile. Se quella soffre, se quella sofferenza è anche la Sua sofferenza, come sostanza di Dio, non perde uno iota di sè. Iddio gioisce perché la Sua santa sostanza (che a Lui appartiene in senso proprio) è sempre lì, è sempre la stessa, invulnerabile ed eterna, e Dio è felice come una mamma col suo bambino, che ama il suo piccolo, qualunque sia la condizione corporale del suo bambino, pur piangendo di dolore per lui. Dio ha messo con Gesù la Sua croce nelle nostre sofferenze, affinché ritroviamo, anche per questa via noi stessi, ciò che dall'origine siamo destinati ad essere, santi.

Antonello Franco
antonello.franco@istruzione.it

Dati Aggiornati al: 13-02-2014 15:20:48

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Categoria: Mostre e Cultura

Quando: Lunedì 24-02-2014 alle 18:00
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Circolo Dei Lettori

Prezzo: --

Link: Sito Web dell'evento