La grandezza dell'uomo si misura in base a quel che cerca (Martin Heidegger)

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VEGETATION AS A POLITICAL AGENT

VEGETATION AS A POLITICAL AGENT

 

 

a cura di Marco Scotini

Ayreen Anastas & Rene Gabri, Imre Bukta, Amilcar Cabral, Filipa César, Critical Art Ensemble, Emory Douglas, Fernando García-Dory, Piero Gilardi, Daniel Halter, Adelita Husni-Bey, Bonnie Ora Sherk, Claire Pentecost, Marjetica Potr, RozO (Philippe Zourgane & Séverine Roussel), Nomeda e Gediminas Urbonas


dal 31 maggio al 2 novembre 2014

La mostra sarà inaugurata venerdì 30 maggio, alle ore 18.30, nell'ambito del programma artistico 2014 Commons Art e con il contributo della Compagnia di San Paolo.

L'esposizione intende indagare le implicazioni storiche e sociali del mondo vegetale alla luce della sempre più frequente rivendicazione del " verde" quale agente di cambiamento dei processi economici in atto e l'attuale crisi.

Articolata sul doppio registro di storia e attualità, Vegetation as a political agent mette insieme, e sullo stesso piano, interventi artistici e architettonici di tredici artisti internazionali, documenti di figure pionieristiche delle prime rivoluzioni ecologiche e apparati scientifici provenienti dal mondo botanico. Insieme alle opere e alle installazioni, la mostra comprende una vasta serie di illustrazioni e campioni vegetali, materiali d'archivio e manifesti prodotti in un'ampia varietà di contesti culturali differenti. La geopolitica che ne fa da sfondo va dall'Oceano Indiano (Isole Mauritius e Réunion) alla Guinea-Bissau, dal Sudafrica al territorio messicano.

La sezione storica e documentale della mostra nasce dalla consulenza con l'Erbario dell'Università di Torino.
All'interno e all'esterno del PAV sono inoltre indagati i rapporti tra agricoltura e movimenti popolari nei documenti relativi alla figura di Amilcar Cabral, agronomo e politico guineense che portò la Guinea-Bissau e le isole di Capo Verde all'indipendenza dal Portogallo; vengono esplorati il ruolo dell'attivismo ecologico attraverso la figura di Mel King nel progetto di Nomeda e Gediminas Urbonas, i murales di Emory Douglas, uno tra gli esponenti del Black Power movement americano a difesa del proletariato rurale, e i campi di protesta treesitting nel Regno Unito indagati da Adelita Husni-Bey. Il rivoluzionario modello di riciclaggio dei rifiuti proposto dal pioniere George Chan è invece al centro della ricerca di Fernando García-Dory. Non ultimo, sono presentate forme di espressione e immaginari collettivi sui temi della rivoluzione verde palesate nelle maschere e nei costumi disegnati da Piero Gilardi e indossati nelle animazioni teatrali contro l'impiego di OGM nelle coltivazioni di mais (O.G.M. Free, 2014).

Nella corte del PAV prendono forma le due installazioni ambientali create per l'esposizione dai gruppi RozO (Philippe Zourgane & Séverine Roussel) e Critical Art Ensemble. RozO mette a punto Salle verte, un'architettura di tipo vernacolare che diventa un rifugio vegetale percorribile realizzato in bambù e foglie di palma (intrecciate in loco da un contadino delle Isole della Réunion). L'installazione ospita una serie di documentazioni video sulle ex-colonie francesi del Vietnam, Algeria e delle Isole della Réunion. A chiusura della corte, il collettivo americano Critical Art Ensemble realizza invece Sterile field. Si tratta di una porzione di terreno, in parte ricavata da un lembo di strato erboso del parco del PAV e reso disponibile per l'operazione, lavorata con il metodo roundup ready, procedimento chimico di diserbo invasivo che, su lunga durata, distrugge la biodiversità.

In relazione al mondo vegetale, Vegetation as a political agent solleva infine degli interrogativi circa la rivendicazione della soggettività creativa attraverso pratiche di ortocoltutra, come nelle ricerche e nelle sperimentazioni degli artisti Ayreen Anastas & Rene Gabri con l'immissione nel mercato di semi biologici per il ri-equilibrio del suolo; Claire Pentecost con l'indagine del mais transgenico in Messico; Marjetica Potr che, impegnata in progetti comunitari partecipati, ha dato vita all'orto comunitario auto-organizzato all'Ubuntu Park in un quartiere-villaggio di Soweto in Sudafrica (2014). Figure come l'ungherese Imre Bukta e la californiana Bonnie Ora Sherk sono infine testimoni degli anni '70 di forme pionieristiche del rapporto tra arte e agricoltura sotto le opposte polarità della Guerra Fredda.

Nell'ambito della mostra, le Attività Educative e Formative del PAV presentano al pubblico una serie di workshop, il cui calendario sarà pubblicato sul sito www.parcoartevivente.it, condotti dagli artisti in prima persona.
Per quanto riguarda i laboratori per le famiglie, domenica 15 giugno (ore 15-17) la rassegna DOMENICA=WORKSHOP prevede il laboratorio New Alliances, metodo messo a punto con il Critical Art Ensemble, pratica di alleanza tra i cittadini e le specie vegetali a protezione assoluta, che oggi prosegue con la collaborazione dell'Orto botanico di Torino.
Per le scuole e i Centri estivi, i temi della mostra saranno approfonditi in Erbario minimo, esperienza di raccolta e catalogazione delle specie botaniche, coltivate e pioniere, scelte tra le varietà presenti nel parco.

Dati Aggiornati al: 26-05-2014 08:43:00

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Categoria: Mostre e Cultura

Quando: Venerdì 30-05-2014 alle 18:30
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: PAV Parco Arte Vivente

Prezzo: --

Link: Sito Web dell'evento