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L'IMMAGINE DEL REGNO DI SARDEGNA NELLE GUIDE E NEGLI OSSERVATORI ESTERNI

L'IMMAGINE DEL REGNO DI SARDEGNA NELLE GUIDE E NEGLI OSSERVATORI ESTERNI

 

 

Mercoledì 5 dicembre 2012, alle ore 17.00, presso la sala conferenze della Fondazione Accorsi - Ometto, si terrà l'ultima conferenza del ciclo PANORAMI DEL REGNO DI SARDEGNA.
Chiara Gauna, ricercatore di storia dell'arte moderna, Università di Torino, parlerà dell'immagine che si aveva di Torino e del Regno sabaudo attraverso le guide e le rappresentazioni del Settecento.

Dalla fine del Seicento e per tutto il Settecento, i Savoia cercarono di costruire e di promuovere una centralità europea della corte, della capitale e dei suoi territori attraverso un grandioso progetto di pianificazione urbanistica e un forte mecenatismo architettonico e artistico che durò circa un secolo.
La nuova realtà di Torino venne tradotta in una consistente serie di descrizioni e di immagini.
Per i viaggiatori che arrivavano da Francia, Inghilterra o Germania, Torino appariva una città nuova, senza antico, né rinascimento né barocco classico. Pertanto, alla metà del Settecento, il Theatrum sabaudiae, edito nel 1682, con il suo gioco idealizzato tra realtà e immagine, non era più accettabile. I suoi prospetti vennero però moltiplicati e aggiornati da nuove immagini della città pubblicate a partire dagli ultimi anni del Seicento.
La prima guida di Torino fu la Guida de' forestieri per la Real Città di Torino di Giovanni Gaspare Craveri del 1753.
Proprio dalla metà del Settecento, infatti, da parte dei viaggiatori scaturì un profondo interesse per Torino, dettato più dall'attenzione per un'Italia moderna aperta alle riforme, che non dal semplice piacere " museale" . L'architettura moderna torinese, per qualità e originalità, vinceva addirittura su Roma e Parigi e rappresentava una delle chiavi privilegiate di lettura della città, metafora della storia e immagine del potere.
Torino era un laboratorio moderno della dialettica tra potere e architettura, un cantiere di sperimentazione di forme e stili. Le invenzioni di Guarino Guarini e di Filippo Juvarra ricevevano consensi entusiastici.
Di tutte queste novità tuttavia circolavano poche immagini e probabilmente era proprio l'effetto sorpresa a permettere il forte impatto emotivo sui viaggiatori.
Bisognava però aspettare una nuova generazione di architetti e di vedutisti per avere immagini aggiornate della città: nel 1745 Carlo Emanuele III commissionò al giovane Bellotto due vedute di Torino; nel 1749 Giovan Battista Borra pubblicò una serie di Vedute principali di Torino disegnate in prospettiva di nuova precisione ottica e di raffinata qualità esecutiva.
Nel 1780 Ignazio Sclopis di Borgostura eseguì 24 delle 60 Vedute di Torino e di altri luoghi notabili degli Stati del Re, mentre tra il 1796 e il 1798 Valperga, Chianale e Stagnon pubblicarono una serie di vedute di Delizie Reali e di situazioni bellissime, progetto anch'esso purtroppo abbandonato.
Su questo filone si inseriva anche l'iniziativa editoriale realizzata dal Valperga su disegni di Giuseppe Pietro Bagetti (1793-1795).
In tutti e tre i casi, le incisioni offrirono una rappresentazione di tipo topografico del territorio e dei monumenti piemontesi, restituiti attraverso una lettura minuziosa e aderente al vero, ma con un tocco di pittoresco.
Ingresso libero per i visitatori della mostra, presentando il biglietto d'ingresso.


Dati Aggiornati al: Fri 23-11-2012 11:26:49

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Categoria: Mostre e Cultura

Quando: Mercoledì 05-12-2012 alle 17:00
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Museo Accorsi - Ometto

Indirizzo: Via Po 55 T

Prezzo: Gratuito

Link: Sito Web dell'evento