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FELICE RINDONE in Concerto: " TRIBUTO A ROSA BALISTRERI"

FELICE RINDONE in Concerto: " TRIBUTO A ROSA BALISTRERI"

 

 

" BARRIERACONCERTI" 2013/14
al
TEATRO MARCHESA
(Auditorium Mauro Borghi)
In Corso Vercelli 141 - Torino

Domenica 8 Giugno alle ore 16

La Compagnia di Danza " L'Araba Fenice"
presenta
FELICE RINDONE
in
Concerto:
" PPI TIA CANTU"
tributo a Rosa Balistreri

Ingresso: INTERO: 5 Euro
iniziativa nell'ambito del progetto " Cosa Succede in Barriera?" 2013, promosso dal Programma Urban Barriera di Milano con il contributo della Sesta Circoscrizione.


La Compagnia di Danza " L'Araba Fenice" , ospita un cantautore che arriva direttamente dalla Sicilia e per la prima volta canterà a Torino: Felice Rindone
Oltre al suo repertorio ci proporrà una scelte delle canzoni della cantautrice Rosa Balistreri in un concerto che si terrà domenica 8 giugno alle ore 21 al Teatro Marchesa.


Felice Rindone, risiede in Riesi, dove opera come artista nella lavorazione del marmo scolpito, della vetroresina, della terra cotta e dei gessi policromi. Nel 2002, assume l'incarico di direttore artistico della fonderia Artistica di Riesi,e inizia il percorso di sculture realizzate per conto della fonderia stessa, per vari committenti privati e pubblici: primo monumento dedicato all'Arma di Carabinieri per la nuova caserma a Ries, fonde i due portoni bronzei per la Chiesa di S.Oliva, Monumento " Omaggio all'Emigrante" per il Rotary di Niscemi, scolpisce la grande statua di San Francesco alta tre metri e il bassorilievo in bronzo della prima stazione della Via Crucis raffigurante l'Ecce Homo per il Comune di Riesi, rifinsce la Pala del nuovo Altare e Ambone della Chiesa Madre a Riesi.
Nel 2010 fonda l'associazione culturale " CANTU E CANTU" che si occupa della valorizzazione e ricerca del canto popolare.
Nel 2011 Compone l'opera dialettale LU VENNIRI MATINU, lauda dialogata sul venerdì santo a Riesi, cui segue l'opera musico poetica PPI TIA CANTU, omaggio alla scalinata di San Giuseppe.
Felice Rindone non nasconde tutto l'amore che nutre per l'indimenticabile Rosa e per i suoi canti, e ripropone queste canzoni con le caratteristiche che lui possiede e senza la presunzione di volersi identificare nell 'Artista, stella del firmamento musicale che appartiene al Mondo.
Le sue caratteristiche vocali ed interpretative sono il lasciapassare per potere essere a sua volta interprete di quei canti, " patrimonio genetico " del popolo siciliano.
Felice è ' un giovane artista che sa stabilire un rapporto comunicativo con il pubblico al quale trasmette la sua carica personale coinvolgente e trascinante.


Felice canterà ricordando Rosa Balistreri, uno di quei personaggi che appartengono all'immaginario più profondo della nostra terra. Nata nel giorno di primavera (21 marzo 1927), a Licata, da una famiglia molto povera, Rosa Balistreri, scaricava la sua rabbia e il suo disagio cantando a squarciagola lungo le stradine della Marina.
Divenuta amica di grandi come Guttuso, Sciascia e financo Amalia Rodriguez è stata esponente di un certo modello di attivismo culturale.
Un'icona che rappresenta in maniera forte e quasi esaustiva il rapporto difficile, di odio ed amore, che molti siciliani, forse quelli dallo spirito più libero ed irrequieto, hanno nei confronti della loro terra.
Lei amatissima ed odiatissima al contempo al punto che la sua città natale, Licata, le ha dedicato un centro che è oggi semiabbandonato; E' un'icona della Sicilia che trascorse lontano la parte finale della sua vita, vivendo di stenti, morta praticamente in miseria e sepolta vicino Firenze, ultimo drammatico segno di questo amore difficile ed incompiuto.
Rosa Balistreri, o Rosa, come affettuosamente la chiamano i tanti artisti e musicisti che a lei ancora si ispirano.
Rosa ha subito violenze dal padre, dal marito, dal prete. Rosa che, per mantenere la figlia, andò a lavorare in vetreria, raccoglieva lumache, fichi, verdure, salava le sarde al mercato. Rosa che ha visto uccidere la sorella, che ha vissuto il dolore in un padre impiccato. Rosa che ha amato il pittore Manfredi, che è stata verseggiata dal poeta Ignazio Buttitta. Che ha conosciuto Guttuso. La stessa Rosa che è stata scoperta a Firenze da Dario Fo che, conoscendola, ha trovato la Sicilia. Rosa che ha imparato dai cantastorie, dalla musica popolare e quindi dai contadini, dai carcerati, dai poveri. Rosa in galera per aver pugnalato un marito che ha giocato a carte il corredo della figlia. Rosa che si vendica della violenza subita dal prete, rubando le offerte in chiesa. Rosa Balistreri che ha sublimato il suo dolore trasformandolo in arte."

Nel 1973 venne esclusa al Festival di SanRemo, perché il suo scopo era di gridare le sue proteste,
le sue accuse, il dolore della sua terra, dei poveri che la abitano, di quelli che l'abbandonano, dei compagni operai, dei braccianti, dei disoccupati, delle donne siciliane che vivono come bestie.
Rosa Balistreri che ha sublimato il suo dolore trasformandolo in arte."
Il 20 settembre del 1990 all'ospedale Villa Sofia a Palermo, cala il sipario su una delle più importanti voci del panorama musicale siciliano.


VISTO IL NUMERO LIMITATO DI POSTI (99) SI CONSIGLIA LA PRENOTAZIONE AL NUMERO: 3388706798



Dati Aggiornati al: 04-06-2014 13:02:41

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Categoria: Musica e Spettacoli

Quando: Domenica 08-06-2014 alle 16:00
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Teatro Marchesa

Prezzo: 5

Link: Sito Web dell'evento