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DESTINAZIONE D'USO

DESTINAZIONE D'USO

 

 

DESTINAZIONE D'USO
29 giugno - 9 novembre 2014

Inaugurazione:
Domenica 29 giugno 2014 dalle ore 11.00
Castello di Rivara - Centro d'Arte Contemporanea, Rivara (To)

E' una perenne diatriba a ispirare la mostra Destinazione d'uso, rivolta a indagare le mai risolte convergenze parallele tra Arte e Architettura, esponendo insieme artisti che, nei più svariati modi, spaziano e sconfinano nel campo " avversario" e architetti che presentano un'espressività estetica più affine all'ambito artistico, o che si sono cimentati nel concepire luoghi destinati all'Arte.
Quanti artisti hanno immaginato e rappresentato costruzioni o città inesistenti orientando le ricerche estetiche di taluni architetti, oppure hanno fatto dell'architettura e del paesaggio costruito il loro luogo privilegiato di indagine. Molti utilizzano materiali o elementi distintivi dell'edilizia come personale alfabeto del loro linguaggio espressivo, arrivando sino a creare istallazioni o allestimenti site-specific, in così stretto legame con lo spazio, tanto da configurarsi come dei veri e propri interventi architettonici e progettuali, anche da un punto di vista tecnico.
Si sprecano gli esempi nella storia dell'arte contemporanea volendo citare artisti che operano nei modi caratteristici degli architetti, realizzando opere che hanno dimensioni nonché iter progettuali e costruttivi così complessi tali da aver bisogno di un supporto ingegneristico.
Ad oggi è più che mai attuale domandarsi se è ancora sufficiente il concetto di funzione a giustificare lo spartiacque, questa netta demarcazione tra i due ambiti.
Ma d'altro canto la contaminazione non è certo a senso unico, ma è uno scambio osmotico che viaggia nelle due direzioni, un crossing-over a flusso continuo.
Sin da epoche passate alcuni architetti hanno trovato sfogo creativo esclusivamente nell'ambito della rappresentazione e della progettazione, a cui non è seguita alcuna realizzazione tecnica.
Edifici e costruzioni ideali, che rimangono confinati esclusivamente in una sfera utopica
e teorica, si tramutano così in opere d'arte, in documenti di valore artistico sia per proposta
creativa e innovativa che per abilità manuale.
Talvolta sono invece vere e proprie opere d'arte i bozzetti preparatori di studio, dove la
riflessione sulla forma e l'improvviso guizzo d'ingegno si traducono nel rapido gesto di uno
schizzo, invenzione e pensiero istantaneo cristallizzato su carta.
Oppure in alcuni casi l'architettura prende corpo, concretizzandosi però in scultura, spogliandosi delle sue funzioni e diventando un manufatto fine a se stesso, dove la ricerca e la riflessione slitta nettamente su un piano artistico.
Ma anche la preview di quel che sarà il risultato di cantiere può assumere la connotazione di una scultura: le maquettes, i plastici degli edifici, non sono altro che architettura decontestualizzata e ridotta di scala in cui però si trova, condensato
all'ennesima potenza, il pensiero creativo nella sua forma finale. E' forse un problema che il plastico non venga realizzato dall'architetto stesso, in un'epoca in cui è l'idea a prevalere e dove la realizzazione viene sempre più delegata a tecnici esperti?
Non certo ultima cosa, l'ambito più interessante di confronto diretto, in cui entrambe le
discipline sono chiamate contemporaneamente in causa, è la progettazione di allestimenti o sedi museali in cui è l'Arte a coincidere con la destinazione d'uso dell'Architettura.
Tema attuale di costante dibattito e terreno di scontro è il presunto ruolo prevaricatore che talvolta l'architettura, il contenitore, assume rispetto al contenuto.
L'architettura tende a tramutarsi in questi casi, per volumetrie e articolazioni complesse, soluzioni avveniristiche e singolari trattamenti della " pelle" di rivestimento esterno, in iperboliche sculture, in cui la dimensione estetizzante annichilisce e mette in secondo piano quella funzionale, proponendosi così essa stessa come opera d'arte.
A fornire lo spunto per riaprire l'annoso interrogativo sulla contaminazione, più che mai attuale, tra le due discipline è stata la scelta del Castello di Rivara come caso studio per un'esperienza didattica sulla valorizzazione culturale, nell'ambito del corso di 'Progetto di Restauro Architettonico'* del Politecnico di Torino.
Premessa introduttiva alla mostra sarà proprio l'esposizione degli elaborati finali di progetto degli studenti del Politecnico, che prendono in esame il Centro per l'Arte Contemporanea del Castello di Rivara, studiandone il restauro e la rifunzionalizzazione.
Trent'anni di storia, di mostre e artisti, hanno lasciato una stratificazione di memorie e testimonianze negli ottomila metri quadri del complesso, distribuiti nei tre edifici storici: il maniero medioevale, l'edificio neobarocco del Castello nuovo e il corpo delle scuderie.
Innumerevoli opere d'arte, disseminate ovunque, trasformano il castello in un caleidoscopio di sensazioni visive, un regno fantasmagorico.
Nel ripensare nuove destinazioni d'uso, soluzioni originali che possano riattualizzare alcune parti del luogo oggetto d'indagine, è inevitabile confrontarsi con il flusso di suggestioni che trasmettono le opere e le istallazioni ivi esposte in permanenza.
La varietà di input propria di questi spazi, la cui percezione è condizionata dall'ospitare i linguaggi artistici più disparati e innovativi, si rivela così allo stesso tempo sia stimolo che ostacolo.
E' inevitabile che il dialogo-confronto-scontro tra arte contemporanea e architettura assuma i toni di una sfida in un luogo come il Castello di Rivara, dove è l'entropia, la creatività più sfrenata a regnare sovrana.
In un siffatto contesto sono le soluzioni progettuali, site-specific per la sede stessa della mostra, proposte dalle future generazioni di architetti ad assumere il valore di interessante esito applicativo del tema trattato.
In un'epoca in cui si vive di ibridazioni interdisciplinari continue, quella relativa ad una
netta distinzione tra Arte e Architettura, è una querelle mai chiusa e forse inutile.
Lontani dal voler dare una risposta o trarre delle conclusioni, esponendo insieme opere, disegni e progetti sia di artisti che di architetti, l'intento è invece quello di mantenere vivo e proficuo il fertile scambio che alimenta, apportando nuova linfa, entrambi i campi.

* L'Atelier 'Progetto di Restauro Architettonico' del Politecnico di Torino ha assunto il Castello di Rivara - Centro d'Arte Contemporanea come caso studio su cui sviluppare l'attività didattica dell'anno accademico 2013-2014.
Centoquaranta studenti del Corso di Laurea Magistrale in 'Architettura per il Restauro e Valorizzazione del Patrimonio', coordinati dai professori Chiara Aghemo, Maria Adriana Giusti, Monica Naretto, Jean Marc Tulliani, hanno sviluppato progetti integrati sul sito dei castelli, del parco e del loro contesto, con l'obiettivo della valorizzazione culturale.
Nel progetto si intersecano le discipline del Restauro architettonico, delle Tecniche del controllo ambientale e impianti negli antichi edifici, della Scienza e tecnologia dei materiali
per il restauro.
L'Atelier multidisciplinare è collocato al I'anno del corso di Laurea Magistrale in 'Architettura per il Restauro e Valorizzazione del Patrimonio', un corso di Laurea che vuole formare una figura di architetto con particolari competenze nell'ambito del patrimonio architettonico e paesaggistico, dovendo rispondere all'urgenza della tutela e del restauro, con attenzione alla situazione di rischio e di sostenibilità, oltre che alle strategie di conoscenza e di accesso al patrimonio culturale. I monumenti, le infrastrutture, l'edilizia di tessuto storico, i grandi complessi di interesse storico-artistico fanno parte della variegata
consistenza e pluralità del patrimonio culturale, come inteso dal Codice che li tutela, da conservare in modo integrato come " eredità" per le generazioni future. In coerenza con questi assunti l'Atelier 'Progetto di restauro architettonico', mediante l'integrazione delle tre
discipline che concorrono alla definizione del progetto, sviluppa le conoscenze e le competenze per imparare a gestire con approccio olistico i problemi complessi della tutela, della conservazione, della rifunzionalizzazione del patrimonio alla scala architettonica e di contesto. Nell'Atelier il progetto si incentra sulla comprensione e permanenza dei valori culturali, sulla progettazione di usi integrati sulla base dei criteri di compatibilità, minimo
intervento, sostenibilità, e sul principio dell'incremento dei valori con nuovi apporti di
progetto di qualità (funzionali, impiantistico-tecnologici, di arredo).

Il sito del castello di Rivara, nella sua intrigante complessità culturale, dal palinsesto materico al parco stratificato che introduce ai monumenti e li relaziona con la città, ai restauri storici di Alfredo d'Andrade, al fil rouge che si dipana dalla Scuola di Rivara del XIX secolo al Centro d'Arte contemporanea dell'oggi, ha rappresentato un fertilissimo 'terreno' di studio, dove la possibilità di applicare una metodologia di indagine e di progetto a un caso reale è stata arricchita dalle molte vocazioni e tracce latenti che questo luogo
suggerisce e custodisce.
I percorsi didattici sono esposti in Mostra in forma di dossier cartacei che raccontano l'iter dei progetti, da sfogliare e consultare anche in modo sinottico, insieme ad alcuni approfondimenti sviluppati su supporti eterogenei: grandi tavole che illustrano le fasi di conoscenza-rilievo-restauro-innovazione, video e maquette che comunicano le prefigurazioni e le contaminazioni transdisciplinari e polimateriche. Questi percorsi sono anche raccolti in un libro, a memoria di questa esperienza.

Organizzazione mostra:
Ass.ne Castello di Rivara - Centro Artistico e Culturale

in collaborazione:
Politecnico di Torino - Atelier 'Progetto di Restauro Architettonico'

con il patrocinio:
Regione Piemonte
Provincia di Torino
Comune di Rivara
Ordine degli Architetti della Provincia di Torino

Direzione artistica:
Franz Paludetto

Curatori:
Franz Paludetto - Castello di Rivara
Francesca Canfora - Castello di Rivara

Chiara Aghemo - Politecnico di Torino
Maria Adriana Giusti - Politecnico di Torino
Monica Naretto - Politecnico di Torino
Jean Marc Tulliani - Politecnico di Torino

Info per la stampa
Ufficio stampa Castello di Rivara, Simona Savoldi
T: 339 6598721
E: savoldi.press@gmail.com

Dati Aggiornati al: 21-06-2014 08:41:56

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Categoria: Mostre e Cultura

Quando: Domenica 29-06-2014 alle 11:00
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: Castello Di Rivara

Indirizzo: Piazza Sillano 2 Rivara

Prezzo: --

Link: Sito Web dell'evento