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alla scoperta del Massiccio di Lanzo

alla scoperta del Massiccio di Lanzo

 

 

Il 19 ottobre 2014, ARPA Piemonte, CNR, Parchi Reali e il Comitato Col del Lys propongono una escursione geologica sui sentieri dei partigiani del massiccio di Lanzo: alla scoperta delle rocce più misteriose della Terra.
Il Massiccio di Lanzo: tutti i segreti di una montagna che ha fatto la storia (e la leggenda).
No, non troverete su nessun atlante un gruppo montuoso dal nome “Massiccio di Lanzo”. Eppure ogni geologo al mondo potrebbe averne sentito parlare. E fortunatamente sotto forma dell’acronimo LUC (Lanzo Ultrabasic Complex): provate a tradurlo in italiano…, ci siamo capiti?
Un “massiccio” è un gruppo di cime ben distinguibile dal resto della catena cui appartiene. Nel nostro caso ci stiamo riferendo ad una porzione del territorio alpino a cavallo delle bassi valli di Lanzo e Susa, grosso modo compreso tra gli alvei dei fiumi Stura e Dora Riparia, e da una linea retta tra Viù e Almese. Tale linea retta è costituita da un intreccio di fratture e scaglie di roccia molto “macinata” sulla quale si sono impostati dei morbidi dossi e colli di facile attraversamento. Tra questi il colle del Lys, non per caso testimone dell’eccidio dei partigiani che tra quei colli avevano stabilito i loro rifugi.
Ma cosa significa “ultrabasico”? E perché è scientificamente importante?
Le rocce ultrabasiche costituiscono quella particolare porzione del nostro pianeta, il mantello, dal quale presero origine per segregazione e accrezione gli attuali continenti, gli oceani e che, grazie ai movimenti convettivi mantengono la Terra un pianeta in continua rigenerazione e quindi in definitiva un luogo adatto alla vita. Il mantello non è visibile sulla superficie terrestre, cioè dalla crosta, che è separata dal mantello da un’altra superficie che i geofisici chiamano Moho, a molte decine di kilometri di profondità. Ora sembra che questo Moho (non ci ricorda il nome di un mostro biblico?), dagli Inferi dove è normalmente confinato, abbia deciso di fare capolino proprio da noi, andando a costituire il nostro LUC. Ebbene, questo evento è talmente particolare che soltanto in altri 4 luoghi al mondo sono osservabili rocce simili, e come estensione, con i suoi 150 km2, il massiccio di Lanzo si piazza in una onorevole seconda posizione.
What a LUC! (Anche qui, se traducete in italiano, si capisce lo stesso).
Dunque a pochi passi da Torino c'è una vera e propria rarità mondiale, e ben pochi piemontesi ne sono consapevoli. Anche se, a dire il vero in molti l'avevano intuito: c'è forse un'altra montagna più intrisa di leggenda, dalle masche (ci sta un bel Sabba tra immense pietraie -sicura opera del demonio- color sangue), agli UFO (molte le zone prive o quasi di vegetazione, ottime piazzole di atterraggio), del monte Musiné? Che, per inciso, ma ormai l’avete capito, non è e non è mai stato un vulcano, sebbene in molti si ostinino a crederlo. E i racconti di altri fenomeni misteriosi e bizzarri sono innumerevoli da quelle parti e si estendono a tutto il Massiccio. Per esempio ci sono molte ed interessanti testimonianze su bagliori e altre manifestazioni luminose più o meno fulminose o fatue. Tra queste, famosissima e storicamente fondamentale quella che un’ostinata tradizione locale vorrebbe essere stata vista da Costantino, e interpretata come segno della benevolenza divina, giusto prima della battaglia del 312 dC contro Massenzio.
L’aspetto cupo di queste montagne, poi, ha sempre suscitato un certo timore. Anche Primo Levi, occupato ad estrarre nichel per l’industria di guerra nei laboratori della cava amiantifera di Balangero, ci testimonia un certo disagio:
" Nei momenti di stanchezza, percepivo la roccia che mi circondava, il serpentino verde delle Prealpi, in tutta la sua durezza siderale, nemica, estranea...." (da: “Il sistema periodico”)
E aveva ragione. In effetti sulla superficie terrestre non c'è nulla di più estraneo e siderale di queste rocce: basti pensare alla pietra di Chassigny, unico meteorite marziano caduto in Europa, che ha gli stessi componenti ultrabasici di cui abbiamo detto!
Quanto a “nemico”... dipende!
Anzi, ora che forse abbiamo la spiegazione geologica sia dell’origine delle rocce ultrabasiche (il chimico Levi avrebbe ben potuto produrle in laboratorio mescolando basalto e dolomia… o per lo meno così si credeva ai suoi tempi) sia di altri fenomeni, compresa la “visione” di Costantino, potremmo addirittura approfittarne a nostro vantaggio. Magari ci potrebbero dare una mano con i terremoti. O per contrastare l’effetto serra. Oppure più semplicemente per proporre un Geopark internazionale.
Come si può fare tutto ciò? Lo spiegheranno, a suon di bussola e martello, i geologi di ARPA Piemonte, del CNR e dei Parchi Reali durante il geoevento del 19 ottobre, nell'ambito delle iniziative della “Settimana del Pianeta Terra”.


Dati Aggiornati al: 12-10-2014 14:30:33

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Categoria: Altro...

Quando: Domenica 19-10-2014 alle 09:00
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

Dove: colle del Lys

Indirizzo: Piazzale del Colle del Lys Viù

Prezzo: Gratis

Link: Sito Web dell'evento