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incontri ]con/fine[ Renato Curcio - Mal di lavoro

incontri ]con/fine[ Renato Curcio - Mal di lavoro

 

 

Renato Curcio Monterotondo (Roma) 23 settembre 1941. Fondatore ed ideologo delle Brigate Rosse. In carcere dal 1974 al 1993 e poi in semilibertà fino al 1998 per le responsabilità attribuitegli a causa della lotta armata, ora è socio della cooperativa editoriale Sensibili alle foglie, presso la quale pubblica libri sul mondo del lavoro e sul disagio sociale (tra gli altri saggi da lui scritti: Razzismo e indifferenza, con prefazione di don Andrea Gallo, nel 2010, e La socioanalisi narrativa, con Marita Prette e Nicola Valentino, nel 2012).

Mal di lavoro

Seminario di approfondimento con laboratorio narrativo

In questo seminario il gruppo dei partecipanti affronterà insieme l'esplorazione di quattro fondamentali momenti che caratterizzano l'organizzazione del lavoro ai nostri giorni.

Nel primo momento ci interesseremo della deriva biocida del lavoro. Come del resto sappiamo fin dall'Ottocento, l'anima insopportabile del lavoro non sta nella sua quantità ma nel dispositivo capitalistico del suo sfruttamento. E' questo dispositivo che nel capitalismo finanziario diventa socialmente onnivoro e si espande fino ad aggredire la vita stessa dei lavoratori, le loro relazioni trasversali e il loro bios; fino a mettere in gioco la loro stessa sopravvivenza. E' su questa nuova frontiera, intrinsecamente biocida, che il lavoro.

Nel secondo momento metteremo a fuoco l'attacco ai legami solidali di relazione e la produzione di solitudine radicale. Produrre la solitudine del lavoratore (e del consumatore) è infatti il primo obiettivo dell’attuale organizzazione del lavoro. Una solitudine immensa, mai conosciuta fino ad ora. Solitudine organizzata. Solitudine nella esecuzione del lavoro.

Solitudine nella competizione cannibalica tra i lavoratori. Solitudine sempre sofferente, intimorita, spaventata. Perché tutta questa solitudine? Per la ragione più semplice e antica: sul lavoratore ridotto in solitudine la pressione aziendale può esercitarsi con il miglior profitto. Solitudine e debolezza impotente si tengono per mano.

Nel terzo momento ci interesseremo del ricatto come dispositivo dalle mille facce che il capitalismo finanziario riattualizza e mette a suo fondamento per imporre l'intensificazione biocida del lavoro. Il ricatto – singolare e di gruppo – appare infatti come il grimaldello relazionale per indurre al lavoro forzato tutti coloro che, ridotti in solitudine e sospinti in condizioni di precarietà permanente e sistematica incertezza, hanno una disperata necessità di accedere al semplice consumo di sopravvivenza.

Nel quarto momento affronteremo infine le modalità di sottomissione, adattamento,

resistenza e costruzione di un nuovo immaginario per il cambiamento. La sottomissione del ricattato è ineluttabile e fatale (a meno che, naturalmente, egli non si sottragga totalmente). Benché inevitabile, tuttavia, essa può assumere forme diverse e contrapposte. Quella, ad esempio, della “sottomissione collaborativa” in cui il ricattato
oscura il ricatto, lo dissocia e lo nasconde perfino a sé stesso; oppure quella della “sottomissione resistente” in cui, per le più diverse ragioni, il ricattato ha presente il ricatto ma fa buon viso a cattivo gioco e lo affronta “dall'interno”, con pratiche di resistenza personali o di gruppo. In ogni caso, ed è ciò che qui interessa, qualunque forma la sottomissione assuma, essa resta fonte di una straordinaria sofferenza.

Obiettivi della ricognizione seminariale su questi quattro momenti sono, in particolare:

− la messa a fuoco del “mal di lavoro”, vale a dire delle fonti di sofferenza connaturate a ciascuno di essi ed i mascheramenti che le accompagnano;

− la sollecitazione di un immaginario istituente orientato alla loro neutralizzazione

Va detto ancora, infine, che la sofferenza a cui ci riferiamo, e che intenzionalmente abbiamo chiamato “mal di lavoro”, non va confusa con questa o quella “patologia dei lavoratori”. Il mal di lavoro, infatti, è una patologia intrinseca dell’organizzazione capitalistica del lavoro che, al punto in cui siamo, si abbatte con effetti devastanti e biocidi sui lavoratori. I quali, proprio e soltanto perché sani, sono costretti a soffrirne gli effetti.

Per ciascuno dei quattro momenti verranno discusse alcune storie emblematiche ed illustrati i principali dispositivi di potere, di adattamento e di resistenza che sono emersi nei cantieri di ricerca socioanalitica sul lavoro allestiti negli ultimi dieci anni. Nel laboratorio, inoltre, queste stesse acquisizioni verranno sottoposte ad un confronto narrativo con l'esperienza personale dei partecipanti al gruppo.

La durata del seminario, tenuto da Renato Curcio, è di sei ore ripartite in due momenti.

Nel momento didattico (2+2 ore) il relatore illustrerà i temi del seminario; in quello di laboratorio (1+1 ora) si svilupperà il confronto narrativo.

Il costo per ciascun iscritto è di 30 euro da saldare direttamente in loco il giorno del seminario.

Termine ultimo per inviare le iscrizioni: 30 novembre 2014

Il seminario sarà effettuato al raggiungimento di un numero minimo di 15 partecipanti.

Dati Aggiornati al: 10-11-2014 22:50:07

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Categoria: Altro...

Quando: Alle 10:00 dal 14-12-2014 al 15-12-2014
---> L'EVENTO SI È GIÀ CONCLUSO !!!

nei seguenti giorni : Dom

Dove: Birrificio Metzger Centro di Cultura Contemporanea Torino

Indirizzo: via Bogetto 4/g angolo via Pinelli dove c'è l'officina della Rover Torino

Prezzo: --

Link: Sito Web dell'evento